103. Osho / Biagi Frammenti di un incontro rimosso (dai media)

di Majid Valcarenghi

Il desiderio di scrivere qualche riga sull’intervista che Enzo Biagi fece a Osho, sobbarcandosi un viaggio fino a Katmandu mi è nato quando, a seguito della morte di Biagi ho notato che nessun giornale o televisione avesse citato questo incontro nelle centinaia di servizi che i nostri media hanno giustamente dedicato al giornalista scomparso. Eppure all’epoca, nel gennaio ’86, quando RAI 1 mandò in onda il servizio in prima serata, l’intervista ebbe un impatto fortissimo solo per il fatto, più unico che raro, che un Maestro spirituale indiano venisse intervistato dal più grande giornalista italiano sul canale televisivo più seguito, nella fascia d’ascolto più alto.

Il silenzio assordante dei media intorno a questo servizio di Biagi nei giorni seguenti alla sua morte mi ha riportato alla memoria un incontro che ebbi poco tempo dopo la messa in onda dell’intervista a Osho, con un amico sannyasin di Firenze di nome Geetam che ebbe una sua notorietà di riflesso nei primi anni ’80 per essere stato il compagno di Anando alias Nicoletta Macchiavelli. Geetam appartiene ad una famiglia fiorentina assai vicina a casa Andreotti.

Quello che Geetam mi confidò all’epoca è che lo “zio Giulio”, dopo aver visto il servizio televisivo andò su tutte le furie nei confronti di Biagi e della RAI per aver mandato in onda l’intervista a Osho. Quello che aveva provocato Andreotti in modo particolare, nonostante il suo proverbiale senso dell’humor e della sua profonda ironia, furono dei versi dell’intervista in cui Osho rispose in maniera fortemente provocatoria tipo, “non sono mica un criminale che trasforma l’acqua in una bevanda tossica…” e giudizi durissimi sulla politica del Vaticano rispetto AIDS e celibato.

Sempre nel racconto di Geetam, le ripercussioni negative nei confronti di Biagi a seguito del servizio che presentava Osho senza commenti e senza manipolazioni di sorta, furono enormi.
Nonostante infatti anche un bell’articolo che Panorama pubblicò nei giorni seguenti in cui Enzo Biagi si dichiarava colpito dalla figura di Osho, non fu più possibile avere un contatto con lui, neppure due anni dopo durante la grande mobilitazione degli intellettuali, giornalisti, uomini di cultura, quando fu negato ad Osho il visto d’ingresso nel nostro Paese. Anche Carlo Silvestro (Sarjano), il giornalista italiano che organizzò e assistette all’incontro, tra Osho e Biagi, ricorda oggi come il maestro del giornalismo italiano rimase scosso e affascinato dallo stato presenza del mistico indiano come ci racconta in una sua testimonianza riportata nelle pagine seguenti.

Che cosa accadde esattamente a seguito di questi servizi giornalistici semplici e onesti, com’era costume di Biagi, non possiamo saperlo. Quello che è certo è che dall’entourage di Andreotti ci fu una forte reazione che si tradusse poi con un atto ufficiale quando Giulio Andreotti, che allora ricopriva la carica di Ministro degli Esteri, alcuni mesi dopo ebbe un ruolo assai attivo nel negare il visto d’ingresso ad Osho in Italia. A questo proposito ricordiamo che il Ministro agli esponenti della RAI e di Canale 5 interessati ad invitare Osho in Italia anche solo per un giorno, fece rispondere dalla Farnesina: “né un’ora, né un minuto”.

Io stesso, che all’epoca ero nella segreteria del partito Radicale proprio per occuparmi della campagna per il visto d’ingresso in Italia di Osho, ricevetti tramite la Presidente Nilde Jotti, una comunicazione di Andreotti assai dura in cui si parlava di inchieste del governo su Osho. Se poi colleghiamo la provocazione dura nei confronti di religione e Vaticano contenute nell’intervista e la relazione stretta tra Giulio Andreotti e la gerarchia ecclesiastica, sarebbe logico pensare ad un intervento anche della Chiesa su Biagi anche perché va ricordato che in quegli stessi mesi uscì un rapporto ispirato dalla Conferenza Episcopale contro i nuovi movimenti religiosi, il tutto patrocinato da un certo cardinale Ratzinger.