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Nel 1969, poco prima che nascesse Re Nudo, i muri di Milano si riempirono di scritte: Re Nudo? Un interrogativo senza risposta. Così decidemmo di annunciare l'uscita del giornale.
Con Re Nudo oggi vogliamo collegarci alla memoria storica della passata esperienza, sviluppando però gli attuali contenuti che ci rendono ponte tra la parte più aperta del mondo ambientalista e il mondo della ricerca etico spirituale più aperta al sociale.
Alcuni amici, vecchi e nuovi, hanno provato a rispondere, a distanza di tempo, alla domanda "perchè Re Nudo?", o meglio "oggi perché Re Nudo?"
Lidia Ravera Giorgio Gaber Michele Serra Luigi De Marchi Barbara Alberti
Marina Valcarenghi Adriano Sofri Vasco Rossi Rajendra Faccioli
LA STORIA DI UNA PARTE DI RENUDO (dal 1969 al 1980)
Biografia “non autorizzata” della nostra rivista a cura di Alessandro Bertante, un giovane ricercatore formatosi nella cultura dei centri sociali. Un lavoro serio, documentato, analitico, con diversi giudizi e inesattezze ma soprattutto un lavoro che volutamente ha preso in considerazione la componente “politica” della rivista e non la componente “corpo-mente-spirito” che insieme davano il senso di Re Nudo. Complessivamente, tuttavia, sia pure con qualche forte limitazione, un’opera utile per far conoscere a chi non c’era la nascita e la sospensione di un sogno.
Ho incontrato Alessandro Bertante quattro o cinque anni fa, quando mi contattò per un lungo colloquio-intervista a proposito della sua tesi di laurea su Re Nudo. Della cosa mi sono poi dimenticato, salvo ritrovarmi di colpo un libro su Re Nudo in libreria. Sorpreso e insieme un po’ curioso ho letto il libro con sentimenti contradditori trovando riflessioni acute, dettagli non superficiali ma visti con l’ottica menomata di chi vuole vedere solo una parte negando l’altra.
Alessandro, sia pure con la buona fede di chi si muove seguendo un filo ideologico preciso, si rivela in chiusura del libro quando liquida così l’esperienza di Re Nudo degli ultimi anni 1977-1980: “L’ultimo festival del proletariato giovanile al Parco Lambro chiuse definitivamente la stagione eroica della rivista milanese, la fuga della politica dalla redazione di Re Nudo si compirà nell’arco di quattro anni, Valcarenghi proprio in quegli anni finirà nelle braccia di Bhagwan Shree Rajneesh, e ne promuoverà attraverso le edizioni Re Nudo il pensiero. Gli ultimi 30 mesi non aggiungono niente alla nostra storia, al massimo possono essere utili per tentare di comprendere il fenomeno del riflesso delle lotte politiche. Le facili suggestioni consolatorie delle filosofie orientali furono la più naturale medicina di una cocente sconfitta che prima di politica è personale…”
A leggere queste parole viene da sorridere perché con gli occhi di chi ha vissuto ogni fase della vita della rivista quei quattro anni così liquidati, sono stati semplicemente l’incubazione di una nuova coscienza che già era l’anima della rivista, nei primi anni espressione della ricerca psichedelica e negli ultimi anni con le esperienze di meditazione e di cura sul corpo. Sarebbe tuttavia specchio di altrettanta miopia e anche un po’ ingeneroso il rimproverare a un giovane che ha messo così tanta passione ed energia per cercare di capire un pezzo di storia del movimento controculturale, di non essere riuscito a documentare tutta la storia di Re Nudo. E’ già tanto, e lo dico davvero quello che ha fatto per ricostruire anche un solo pezzo di questa storia. L’altro pezzo, forse, potrà essere scritto successivamente o forse non è così necessario almeno per chi, come me, è appassionato più al presente che non alla memoria.
E il presente di Re Nudo, di nuovo rivista dopo sedici anni di silenzio (1980-1996), è l’incontro con Giorgio Gaber nella sua villa (borghese sottolinerebbe Alessandro Bertante) in Lucchesia a dire come lui disse “c’è ancora bisogno oggi di uno spazio libero di confronto. Facciamo una rivista come era una volta Re Nudo… il titolo? Potrebbe essere… Re Nudo”.
E rispetto il Re Nudo anni ’70 è la storia del bruco che diventa farfalla, o più semplicemente l’adolescente che diventa adulto.
Majid Andrea Valcarenghi
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