La Mindfulness Immaginale

Un efficace strumento di crescita personale e professionale

Cari lettori come scoprirete subito la Mindfulness immaginale è qualcosa di molto spirituale e al medesimo tempo un pratico strumento per affrontare il vostro quotidiano a qualsiasi livello del vostro essere, emozionale, mentale, fisico.

Vi offro di iniziare oggi stesso, adesso – qui ed ora – con una fondamentale e  semplice  pratica della mindfulness immaginale, che è contenuta nel libro “Mindfulness Immaginale – pratiche di meditazione e visione immaginale” Edizioni Mediterranee

ANAPANASATI, LA MEDITAZIONE SUL RESPIRO

Una delle più importanti meditazioni buddhiste è la contemplazione del respiro, che in lingua pali viene chiamata Anapanasati.
Ana significa “inspiro”, pana significa “espiro”, sati è la “consapevolezza”, perciò Anapanasati significa mantenere la consapevolezza del respiro, come leggiamo anche nell’Anapanasati,Sutta:

  1. Inspirando un lungo respiro, egli sa, “io inspiro un lungo respiro”, espirando un lungo respiro, egli sa, “io espiro un lungo respiro”.
  2. Inspirando un breve respiro, egli sa, “io inspiro un breve respiro”, espirando un breve respiro, egli sa, “io espiro un breve respiro”.
  3. “Sperimentando l’intera estensione (del respiro) io inspirerò”, così egli si esercita. “Sperimentando l’intera estensione (del respiro) io espirerò”, così egli si esercita.
  4. “Calmando la funzione corporea (della respirazione) io inspirerò”, così egli si esercita. “Calmando la funzione corporea (della respirazione) io espirerò”, così egli si esercita.

Il respiro è uno degli oggetti sui quali ci si può concentrare per calmare la mente, come insegnato nel buddhismo.
Ci sono altri oggetti sui cui si può meditare – come indicano i quattro fondamenti della presenza mentale – ovvero il corpo, le sensazioni, i pensieri e lo stato mentale.
Il respiro è tuttavia uno degli oggetti privilegiati su cui indirizzare la mente (altri oggetti possono essere i colori, le sensazioni del corpo, i quattro elementi), poiché è un ponte tra il conscio e l’inconscio, è una fusione volontaria poiché possiamo controllarla, e allo stesso tempo automatica.
Ecco perché tutte le più grandi tradizioni sapienziali hanno attribuito una grande importanza al respiro.

La tradizione Theravada considera Anapanasati quella meditazione in cui si contempla il respiro appena entra e appena esce dalle narici. Per cominciare nella pratica, è opportuno trovare il punto nel quale l’aria per la prima volta tocca il corpo entrando nelle narici e il punto nel quale l’aria uscendo per l’ultima volta tocca le narici. Questo punto è soggettivo.

Quindi, sedersi nella corretta postura, svuotare la mente e concentrarla sul flusso del respiro, anche per pochi minuti, apporta a tutto l’organismo, e ovviamente anche alla psiche, dei grandi benefici. Questo è un esercizio che può essere praticato in qualsiasi momento, basta ritagliarsi pochi minuti dalla frenesia della vita quotidiana.

Tempo della pratica
All’inizio delle prime esperienze sulla contemplazione del respiro circa 20 minuti; in seguito la durata è a discrezione del meditante.

Postura
Posizione del loto, o del semi-loto, o a gambe incrociate. Per favorire la calma puoi accendere qualche candela (o semplicemente una) e un incenso.

Pratica
Ora che sei in un luogo tutto tuo, in cui vi è pace e tranquillità, chiudi gli occhi, assumi la posizione a te più gradita, purché la schiena sia ben dritta, ma non rigida. Mantieni l’immobilità per tutta la pratica. Inizia a lasciar fluire il respiro in modo naturale per qualche istante, dopo di che individua il punto nelle narici in cui il respiro entra per la prima volta e il punto nelle narici in cui il respiro esce. Rimani consapevole dell’inspirazione e dell’espirazione, focalizzando la presenza mentale sul punto che hai individuato nelle narici in cui l’aria entra ed esce. lascia fluire liberamente e senza sforzo il respiro, mantenendo la consapevolezza sul movimento naturale.

Se può aiutarti, all’inizio ripeti mentalmente: “Io inspiro un lungo respiro”, “Io espiro un lungo respiro”; “Io inspiro un breve respiro”, “Io espiro un breve respiro”. Dopo di che interrompi la ripetizione mentale di queste affermazioni
e riporta la tua contemplazione solo al respiro.

Concludi la pratica rimanendo consapevole sul respiro e poi dolcemente apri gli occhi ed esegui lenti, armoniosi movimenti delle gambe e delle braccia. lascia fluire le sensazioni emerse, rimanendo consapevole del qui e ora.

Benefici
Calma psichica, emozionale e fisica; lucidità e presenza mentale; sviluppo di una maggiore consapevolezza del presente.

 

Tratto da  Selene C.W. “Mindfulness Immaginale – pratiche di meditazione e visione immaginale
Edizioni Mediterranee 2016, pag.69-71