Osho – Riconosci il tuo autentico sé

Amato Maestro,
per favore puoi dire qualcosa sulla differenza fra il chiedersi “Chi sono io?” da un punto di vista spirituale, e il trauma psicologico prodotto dall’interrogativo “Chi sono?”

E’ la differenza che esiste tra l’ego e l’io.

L’ego è l’idea falsa che hai di te stesso; è una creazione della mente. E’ un concetto fatto in casa, prodotto dalla mente, ma che non ha alcuna corrispondenza con il reale. Funziona benissimo per quanto riguarda il mondo, perché in quel caso, sei continuamente in rapporto con altri ego.
Non appena vai oltre la mente, superi anche il tuo ego e all’improvviso ti accorgi che non sei ciò che hai sempre pensato di essere: la tua realtà è una cosa totalmente diversa, non è né il corpo né la mente, e difatto non esiste alcuna parola con cui la si possa esprimere. Tuttavia non è ancora la realtà suprema: si trova esattamente a metà fra la suprema realtà e la falsità estrema. E’ migliore del falso, ma è comunque inferiore alla vera realtà. Voi vi portate ancora dentro una certa scissione fra voi e l’esistenza. Ed è proprio quella separazione a impedirvi di essere disponibili a ricevere i doni che sono vostri per diritto di nascita. Se riesci ad abbattere quelle mura e ad aprirti all’immensità del reale, scomparirai in quanto entità separata. Questo però è solo un aspetto. Dall’altro lato, apparirai come eterna, immensa, infinita realtà: l’esperienza oceanica, che è l’unica esperienza di illuminazione o liberazione.Prima di tutto però, devi sbarazzarti dell’ ego, che rappresenta il tuo trauma psicologico, o meglio il tuo dramma psicologico. Per alcune religioni il falso ego è considerato la fine di ogni cosa, al di là di esso non c’è più niente: è la religione di tutti gli atei di varia tendenza, siano essi il comunista, o l’ateo in quanto tale.

In ogni caso, l’ateo, di qualsiasi tipo esso sia, si ferma all’ego: questa è per lui l’unica realtà suprema. L’ateo è l’uomo più miserioso del mondo. Tutte le altre religioni, eccetto l’ateismo — io considero anche l’ateismo una specie di religione, una forma di religione inferiore a tutte le altre — il cristianesimo, l’ebraismo, l’islamismo, vanno un po’ oltre insistono tutte sul lasciar cadere l’ego e sul riconoscere la propria realtà autentica, il proprio vero sé.
Religioni come lo Zen, invece, raggiungono realmente la fine della strada. Non si limitano a lasciar cadere l’ego, ma si fermano solo quando  non c’é più nulla da lasciar cadere, quando anche il sé è scomparso, quando la casa è assolutamente vuota, quando si può affermare “lo non sono”.Questo nulla essenziale, porta a creare lo spazio in cui sboccia la realtà suprema. Non deve arrivare da qualche parte, è sempre stata presente, era solo soffocata da vecchi mobili, da cose inutili. Non appena rimuovi tutto ciò che ti riempie, e il tuo essere si vuota completamente proprio come una stanza si svuota quando si toglie tutto quello che c’è dentro — in questo vuoto interiore, sboccia il fiore dell’esperienza suprema.

Tu non ci sei più. 
Naturalmente non puoi più avere le vecchie miserie, i vecchi traumi e i drammi di un tempo. Non puoi più avere contatti con il tuo passato.
Di colpo hai tagliato i ponti con quello che di solito eri. Improvvisamente si apre qualcosa di nuovo, di totalmente fresco: in un certo senso, scompari. In un certo senso, la tua vera essenza, per la prima volta, potrà raggiungere la sua piena gloria, il suo splendore totale.
Questo è il significato dell ‘ illuminazione. E’ un processo in negativo in cui si negano sia l’ ego, a livello psicologico; sia il sé, a livello spirituale. Continua a negare finché non rimarrà più niente da eliminare…. E poi  l’esplosione: improvvisamente sei arrivato a casa; anzi, scopri che non ne sei mai stato fuori, sei stato sempre lì, ma puntavi il tuo sguardo sugli oggetti; ora che gli oggetti sono scomparsi è rimasto solo l’essere testimone, la pura consapevolezza.
L’essere testimoni, mette fine a tutte le tue miserie, al tuo inferno, ma è anche la rivelazione della porta d’oro: le porte per la prima volta sono aperte.

Due cavie da laboratorio chiacchierano attraverso le sbarre delle rispettive gabbie: “Dimmi”, chiede la prima, “come va con il dottor Smith?”
“Benissimo”, risponde l’altra. “C’é voluto del tempo, ma finalmente sono riuscita ad addestrarlo. Ora, tutte le volte che suono il campanello, mi porta da mangiare.”
E’ un mondo veramente strano. Lo psicologo, il dottor Smith, pensa di essere lui ad addestrare le cavie, mentre le cavie sono convinte di essere loro che addestrano il dottor Smith!

I giochetti dell’ego… La moglie pensa di educare il marito; tutte le mogli, per tutta la vita, sono impegnate a educare i mariti, e i mariti fanno la stessa cosa con le mogli. Sembra che la vita consista solo nell’educare e nell’essere educati: a che scopo?
Una donna andò da Picasso perché voleva un ritratto. Il ritratto fu fatto e lei ne fu pienamente soddisfatta, ma precisò: “Solo una cosa si è dimenticato di mettermi: dei diamanti intorno al collo, un anello con un grosso diamante e braccialetti pure di diamanti.”
Picasso rispose: “Ma non li ha mai avuti!” “Non importa, ribattè la donna. 
“Ho il cancro e non vivrò più di sei settimane, e so che mio marito si risposerà immediatamente dopo la mia morte. Sta aspettando che muoia, anche se continua a ripetermi: “Mia cara, non potrò vivere un solo attimo senza di te.” Lo so che senza di me non potrà vivere neanche un momento: troverà subito un ‘altra donna.”
E Picasso insistette: “Non capisco che rapporto ci sia fra ciò che sta dicendo e i diamanti.”
La donna allora spiegò: “’Lei non capisce la mente femminile. Voglio che, dopo la mia morte, la donna che mio marito sposerà veda il mio ritratto. Così lo torturerà: “Dove sono i diamanti?” Non posso lasciarlo in pace, neppure quando sarò morta. Deve essere educato! Dev’essere tenuto sotto controllo”. Che idea geniale!

Ci siamo dimenticati completamente di vivere. Chi ne ha il tempo?
Ognuno è impegnato a insegnare a qualcun altro come deve essere. E nessuno sembra essere soddisfatto, mai.
Chi vuol vivere, dovrebbe imparare una cosa: accettare le cose così come sono, e accettare se stesso così com’ è. 
Comincia a vivere. Non allenarti per una vita futura. Tutta la miseria del mondo è dovuta al fatto che ci si è completamente dimenticati di vivere: vi siete impegnati in un’attività che non ha niente a che fare con la vita.

Nel momento in cui ti sposi con un uomo, inizi a educarlo a essere fedele. Vivi, mentre lui ti è fedele… non durerà più di due settimane; due settimane sono il limite umano! Vivi quanto più intensamente possibile… forse se vivi e ami profondamente, lo puoi aiutare a rimanerti fedele anche la terza settimana. E non fare progetti a lunga scadenza: tre settimane sono più che sufficienti.
In base alla mia esperienza, posso dire che se hai vissuto tre settimane con amore, la quarta viene da sé. Tu però cominci a rovinare le cose fin dal primo istante: prima di iniziare a vivere, hai bisogno di fare allenamento; sciupi il tuo tempo nell‘addestramento, e un uomo che avrebbe potuto amarti per due settimane, dopo due giorni, non ne può più!
Si ha bisogno di una moglie, non per avere un’ esperienza di intimità e di amore, ma per poterla mostrare agli altri, per farla vedere ai vicini e suscitare invidia, perché hai una moglie bellissima. Ricoprila di gioielli, per farti invidiare da tutti: altrimenti come faresti a esporre la tua ricchezza? Una moglie è una vetrina: mette in mostra le tue conquiste. Il tuo potere. Naturalmente devi allenarla a saper stare in società e ad aiutarli negli affari.

C’è un modo di dire che calza a pennello sotto diversi aspetti: dietro il successo di ogni uomo, c’è una donna. A volte, proprio per sfuggire alla moglie, ci si impegna in modo pazzesco nel cercare di far soldi. Quando fu chiesto a Henry Fard perché continuasse a guadagnare sempre di più, anche se aveva già accumulato così tanto denaro… e non pensasse invece a godersi la vita e rilassarsi, egli rispose: “Non avevo nessun motivo per far soldi. Mi sono buttato nell’ avventura del denaro, prima di tutto, per sfuggire a mia moglie, e in secondo luogo, per scoprire se io ero in grado di guadagnare più di quanto lei potesse spendere.”
Una competizione… una competizione che è durata una vita!

La gente si coinvolge in strane commedie. Sono poche le persone che vivono in maniera autentica: ci si limita a recitare.
La gente pensa che l’amore sia solo per gli attori. Gli psicanalisti hanno rilevato che la gente sta seduta davanti al televisore per ore: un americano, in media, guarda la televisione per sei ore al giorno… questa è la media. Significa cioé che possono esserci dei maniaci che la guardano per nove, dieci, dodici ore. Pian piano, a forza di guardare film, telefilm, partite di calcio, tornei, le persone si riducono a essere degli osservatori, non amano più.
Qualche attore ama: gli altri si limitano a guardare. La gente non gioca più… alcuni giocatori professionisti lo fanno: gli altri guardano. Non fanno niente, stanno incollati alle loro sedie e guardano semplicemente qualsiasi cosa. Ma guardare e fare, sono due cose del tutto diverse.
E’ una vera e propria calamità, che ha ridotto milioni di persone a semplici spettatori. Mentre coloro che vengono guardati, sono degli attori: non vivono un amore vero; sono pagati per mostrarsi innamorati. Sono esperti nell ‘ingannare il pubblico; fingono che quello che stanno facendo sia vero. In realtà, le loro lacrime sono false, i loro sorrisi sono falsi, il loro amore è falso, la loro rabbia è falsa.
Che razza di mondo abbiamo creato?  Persone che agiscono, recitano perché sono pagate per farlo, e il resto del mondo, che non agisce, sta semplicemente a guardare. 


Tu sei qui per vivere. Tu sei qui per danzare. Tu sei qui per sperimentare cosa vuol dire vivere.

 

Altri lo fanno per te. Altri, per conto tuo, amano, giocano, fanno ogni genere di cose. E a te cosa rimane? Devi solo stare a guardare! La morte non potrà portarti via molto: giusto la televisione, perché non possiedi nient’altro.
Questo è il falso ego, che ha creato un modello e uno stile di vita non reali. Lascia perdere tutto ciò che è falso. Sii autentico e vero: questo è il primo passo. E una volta che sei autentico e vero, ti accorgerai di quanto questo sia bello. E questo, creerà il desiderio di andare oltre; alla ricerca della verità suprema, dell’affermazione e dell’esperienza finali, oltre le quali niente più esiste.Un quarto d’ora dopo il naufragio del Titanic, Maury e Louis si ritrovano sulla stessa scialuppa di salvataggio rovesciata. L’acqua è gelida; i pescecani girano intorno alla barca che sta andando a fondo piano piano. “Bene”, dice Louis, “avrebbe potuto andar peggio.”
“Peggio? Come avrebbe potuto andar peggio di così?” urla Maury.
“Certo, pensa se avessimo comperato anche i biglietti di ritorno! “La gente è un po’ pazza… occorre una enorme pulizia di fondo…e la maggior parte di quella pazzia è dovuta alla falsità della loro vita, che non appaga nessuno. Un cibo falso non può nutrire; dell’ acqua falsa non può dissetarvi. E un ego falso non può offrirvi una vita reale. E’ semplice matematica.Pubblicato nel numero 97

Tratto da: “The lnvitation” – Discorso Nr. 2, 21 agosto 1987