SOLI, LIBERI, INSIEME. IL VILLAGGIO RE NUDO

Un progetto di vita che sappia coniugare libertà e responsabilità in un nuova dimensione dove ognuno avrà il suo spazio ma insieme a tanti

di Majid Valcarenghi

Cari amici dopo cinquanta anni di vita come forse sapete già ReNudo come rivista, prestissimo non uscirà più. Certo,ci saranno altre forme di comunicazione via web, ma soprattutto c’è un progetto di vita che voglio condividere con tutti gli amici di renudo. Si tratta del villaggio Soli e Insieme. Una prima idea di questo sogno è sorta quattro anni fa in un festival organizzato da Nirodh Fortini, dove c’era Deepti Canfora, Shurta ed io insieme ad altri, una idea rimasta come sogno per qualche tempo, poi ripresa da Shurta e da me lo scorso anno, rincuorati anche dall’aver visto il sito dedicato a un idea di “vivere insieme” di Surdar Savino e Siraj. Anche loro per due anni e più hanno evocato e condiviso un sogno simile al nostro. E’ venuta da loro anche l’indicazione del posto che stiamo prendendo in esame e che potrebbe diventare il luogo del villaggio.

Senza di loro, questo progetto sarebbe ancora nella fase del sogno. E senza il sostegno di Shurta io non avrei avuto la forza e l’energia necessaria perché il sogno diventasse progetto.L’affrontare gli aspetti burocratici, strutturali, economici e fiscali del villaggio sarà un lavoro complesso così come la progettualità, incluso il “che fare” nel villaggio, e sono aspetti che si devono risolvere, sia pure con un lavoro preparatorio di lungo respiro, ma prima di tutto voglio condividere con voi l’anima del progetto,perchè non si tratta solo di un trovar casa ma si tratta di voler creare uno spazio di vita altro dagli anonimi condomini e anche altro dalle comuni. Del resto la dimensione di vita del villaggio ha radici nel tempo antico.
SOLI E INSIEME. IL VILLAGGIO RENUDO
Un progetto di vita fatto da ricercatori non per sognare un altro villaggio ma per realizzare un villaggio altro basato sul voler essere insieme ma indipendenti e liberi.

UN LUOGO DEL CUORE per relazionarsi
Un luogo per creare uno spazio di vita dove libertà e responsabilità siano i fondamenti di un modello di relazione sociale basata su comprensione, amore, empatia e compassione: liberi e insieme.
Una scelta relazionale quindi altra dall’egoismo sociale che sta alla base dei modelli di competizione, immagine, avidità, che sono dominanti nella società in cui viviamo. Una società che guarda il diverso come potenziale pericolo e non come potenziale ricchezza.
Consapevoli anche che il nostro essere sul sentiero della ricerca di se stessi con passione e rigore, non ci esime da cadute inevitabili, ma confidiamo che lo specchio collettivo degli altri sul nostro stesso cammino, possa essere di aiuto reciproco.
Riteniamo legittimo avere una visione diversa della vita e a volte anche di come possa essere condotta ma siamo uniti nel voler affrontare i problemi che possono nascere da queste diversità con apertura e compassione giacché non vi è altro tempo che questo per viverla e questo è lo spazio che abbiamo scelto per percorrerla.
Uno spazio di vita dove poter semplicemente essere noi stessi e poter dunque convivere in questo ambito di ricerca con le contraddizioni che dovremo affrontare, con spirito fiducioso ed ottimista, confortati da un ambiente pronto al sostegno, al supporto, alla condivisione.
Un ambiente comunitario, pubblico e privato insieme, dove ciascuna storia individuale non sia solo “personale” ma possa diventare parte di un processo di maturazione e crescita collettiva, di esperienza e sperimentazione di gruppo, solidale, unito, compassionevole nei confronti di se stessi e degli altri.
Uno spazio sufficientemente ampio ed esteso,con un numero di abitanti (tra gli 80 e i 120) tale da poter creare al proprio interno gruppi coesi anche diversi tra di loro, aggregazioni abitative omogenee con vicini di casa scelti reciprocamente, permettendo una socializzazione libera, priva di quel dover uniformarsi nei gesti e parole, a volte regola non scritta delle piccole comunità ma nel pieno rispetto dall’ambiente e della natura, che ci circonda.

UN LUOGO DEL PENSIERO per creare
Il Villaggio Soli e Insieme, sarà un villaggio inclusivo dove ognuno sarà libero di praticare il proprio percorso di vita.
Alcuni di noi hanno come Maestro Osho ma questo non significa in alcun modo che si pensi di imporci come dominus del collettivo.
Altri hanno Maestri diversi o nessun Maestro. Vivere nel rispetto delle diversità al di là dei giudizi è e sarà la nostra attitudine, l’attitudine che viene richiesta a tutti coloro che sceglieranno di vivere questa esperienza.
Il significato che diamo a questo progetto è quello bene espresso nel pensiero di Giorgio Gaber, “ Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi” .
Un ritrovato noi che, lungi dal prefigurare un sistema di pensiero in cui identificarsi, individua invece un idem sentire fluido, di persone alla ricerca della propria identità insieme ad altri.
Un noi in cui ritrovarsi in una appartenenza identitaria non ideologica, pervasa da una passione e rigore nella ricerca e nel vivere una propria verità carica di dubbi e interrogativi, motori essi stessi della propria ricerca.
Una aspirazione che Giorgio Gaber e Sandro Luporini così esprimevano nel loro testo “L’appartenenza”.

Uomini del mio presente
non mi consola l’abitudine
a questa mia forzata solitudine
Io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo, un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo…
– Gaber e Luporini – L’appartenenza

I componenti del villaggio porteranno nella vita sociale interna le proprie conoscenze, le proprie esperienze di lavoro che potranno essere utili anche per chi sarà ospite o abitante del territorio circostante. Un villaggio come uno spazio per attività artistiche, concerti, dimensioni creative, incontri pubblici e per prendersi cura delle persone meno giovani,perchè ricevano assistenza e gentilezza. Quello del creare uno spazio amorevole e di sostegno a chi si trova a vivere l’ultima parte della sua vita è infatti una delle ragion d’essere dello spazio di vita che vogliamo far nascere. Un villaggio che avrà cura e attenzione a coltivare un rapporto positivo col territorio circostante, che da subito venga percepito come una esperienza innovativa non avulsa dal contesto territoriale ma come un arricchimento dell’offerta culturale e di lavoro.

Per questo abbiamo richiesto la collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber che, in un primo incontro avuto a Milano col Presidente Paolo Dal Bon, ha mostrato particolare interesse per questo progetto.
Vi chiederete se abbiamo già individuato un posto. E la risposta è si, abbiamo individuato un posto incantevole. Non possiamo rendere pubblici i dettagli per questione di riservatezza, ma possiamo darvi una idea pubblicando alcune foto. Possiamo dire che dista 5 minuti dalla città più vicina e 15/20 minuti dal mare.

Possiamo dire che è immerso il 15 ettari di macchia mediterranea e consta di una ottantina di appartamenti e villette di uno o due piani e altre potranno essere costruite. mentre scrivo, sono 32 le persone che si sono associate a questo progetto, meno della metà necessaria ma già abbastanza per capire quanto sia realistico e possibile magari arrivare a quel 101 abitanti che sarebbe il numero perfetto per vivere il villaggio con il richiamo allo zen come stile di vita e di ricerca. Se qualcuno di voi sente che questo progetto possa coincidere con un proprio sogno di vita che magari da tempo tiene nel suo cassetto esistenziale, beh forse è il caso che si metta in contatto.

Perchè  il vostro sogno può rientrare in questo progetto, e solo se saremo in tanti insieme, poi il progetto si potrà trasformare in esperienza di vita.

 

Se sei interessato al progetto puoi  scrivere a renudo@renudo.it e/o
iscriverti al gruppo aperto su Facebook: Soli e Insieme Il villaggio Re Nudo.