PER LE ALLEANZE TERAPEUTICHE CONTRO LA SCIENZA ANTISCIENTIFICA

In Terris ha interpellato Ivan Cavicchi, docente di Sociologia delle organizzazioni sanitarie e Filosofia della medicina all’università Tor Vergata di Roma, tra i più noti esponenti del mondo della sanità contro il decreto Lorenzin.
Pubblichiamo ampi stralci dell’intervista.

A cura della Redazione

Prof. Cavicchi, dopo il passaggio al Senato ritiene che il decreto Lorenzin sia stato migliorato?
Sono state tolte le cose più odiose ma l’operazione di trasformare i vaccini in un gigantesco tso (trattamento sanitario obbligatorio) è sostanzialmente passata.  Con questa operazione siamo regrediti di colpo a quando la sanità era solo un problema di ordine pubblico e il ministero che se ne occupava era guarda caso il ministero degli Interni. Questo significa che una società che oggi per la sua complessità si definisce post (moderna, industriale, ideologica) rispetto a quella che è stata fino ad ora è obbligata a vaccinazioni di massa come se fosse rimasta ferma ai tempi della peste, del vaiolo, della febbre gialla, cioè come se fosse una società sottosviluppata. Un anacronismo che pagheremo caro.

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