Lo Yoga e il Tantra

Chi si avvicina allo Yoga per la prima volta, può incontrare la difficoltà di orientarsi tra i diversi tipi e stili che oggigiorno è possibile trovare. In realtà, alle sue origini, questa disciplina era concepita come un sistema completo che offriva diverse pratiche fisiche, mentali e spirituali finalizzate al raggiungimento dello stato di Samadhi. Quindi sarebbe opportuno anche oggi praticare in modo integrale, completo. Il termine Yoga nasce nel contesto del Tantra, la cultura originaria dell’India che ha influenzato molte altre culture sviluppatesi successivamente ad essa.

Un po’ di storia
Diverse migliaia di anni fa, nel subcontinente indiano, un uomo spiritualmente molto elevato di nome Shiva, si occupò di raccogliere e codificare tutta la conoscenza e l’esperienza spirituale delle popolazioni locali aggiungendo ciò che mancava per dare vita ad un sistema che oggi definiremo “olistico”. Grazie al suo lungo e complesso lavoro nacque il Tantra, un sistema culturale che considera ogni sfera dell’esistenza terrena come una possibile strada per l’evoluzione della coscienza. Il termine Tantra infatti, che comprende in se le radici acustiche Ta (inerzia, ignoranza), Tan (espansione) e Trae (liberare), significa “ciò che espande (la coscienza) liberando dall’ignoranza”.
Riunendo i vari popoli dell’india sotto un sistema culturale completo e forte, Shiva permise inoltre ai nativi del subcontinente di essere uniti nel momento in cui fu necessario fare fronte in modo efficace all’invasione degli Ari, un popolo di conquistatori che provenendo dalle regioni nord occidentali dell’Asia (l’attuale Pakistan), portavano con sé il sistema culturale altrettanto forte del Veda raccolto in tre grandi opere (Samaveda Yaurveda Rigveda).
Lo scontro tra questi popoli è durato molto tempo e gli Ari non riuscendo a piegare l’India sotto la propria cultura finirono per assimilare parte del Tantra (fu in questo periodo che fu compilato il quarto veda chiamato Atharvaveda).

Lo Yoga nella sua forma integrale

Il Tantra concepisce l’esistenza di una unica Anima universale (Parama Purusa) che si riflette nel livello più profondo della mente di ogni individuo (Atman), secondo questo modo di guardare all’esistenza non esistono quindi tante anime quanti sono gli esseri viventi ma ogni essere non è altro che una parte, una manifestazione di un’unica Coscienza Cosmica. Lo Yoga è quello stadio che si raggiunge nel momento in cui l’individuo realizza di essere lui stesso la Coscienza Cosmica.
La parola Yoga infatti, spesso tradotta come “unione”, significa in realtà “unificazione”. Quando uniamo due cose possiamo eventualmente separarle (come l’acqua e il sale) ma quando le unifichiamo le rendiamo inseparabili (come l’acqua e lo zucchero). Questo è il significato profondo della parola Yoga, l’unificazione tra la mente individuale e la mente cosmica, lo stadio in cui l’individuo realizza di essere Parama Purusa.
Nel Tantra quindi si è sviluppato un sistema di pratiche destinate allo sviluppo della sfera fisica, mentale e spirituale dell’individuo con lo scopo di espanderne la coscienza.
Questo sistema è comunemente conosciuto come Asthanga Yoga, lo Yoga dalle otto membra. Questo sistema formato da Yama e Niyama, Asana, Pranayama, Pratiyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi, è stato spesso “smembrato” nel corso dei secoli dando vita a vari modi di praticare a seconda degli anga a cui veniva data maggiore importanza. Per esempio l’Hata Yoga si basa prevalentemente su Asana e Pranayama, mentre il Raja Yoga dedica le sue energie alla pratica di Pratiyahara, Dharana e Dhyana per raggiungere il Samadhi. Oggi troviamo molti modi di praticare lo Yoga, alcuni più antichi altri più moderni ma spesso alcuni aspetti vengono enfatizzati a discapito di altri. Questa tendenza risponde sicuramente alle esigenze dell’uomo moderno che prende ciò che gli serve per ottenere i suoi obbiettivi e scarta ciò che non gli piace o che trova faticoso.
Se da una parte possiamo dire che lo Yoga è nato per l’uomo e non l’uomo per lo Yoga, dall’altra è importante considerare che se un sistema così antico e collaudato come l’Asthanga Yoga (e quindi il Tantra) è stato pensato in modo da coprire tutte le sfere dell’esistenza umana, potrebbe essere sbagliato escluderne degli aspetti per concentrarsi solo su alcuni. Di fatto possiamo chiaramente vedere come molte persone si rivolgano allo Yoga per ottenere un aspetto fisico “tonico” e un look attraente. Spesso viene dimenticato che praticando molte Asana diventa importantissimo regolare la propria alimentazione in modo adeguato evitando per esempio carne uova e pesce.

Molti si avvicinano allo Yoga senza essere istruiti su questi aspetti rischiando così di danneggiare il corpo nei suoi sistemi più sottili, immaginate di alimentare un motore diesel di ultima generazione con gasolio grezzo… dopo un po’ i filtri saranno tutti da cambiare.

Quale Yoga scegliere quindi?
Anandamurtii, Maestro contemporaneo che ha dedicato la sua vita a divulgare il Tantra e quindi lo Yoga nella sua forma integrale, sottolineava che la pratica dei soli aspetti fisici di questa disciplina, porta facilmente la persona a sviluppare un forte attaccamento al corpo e una mentalità materialista, mentre la pratica dei soli aspetti mentali o spirituali (meditazione, bhajans, ecc.) porta verso un atteggiamento troppo distaccato dalla realtà della vita quotidiana, la persona può diventare un po’ “astratta” e poco concludente. La linea di insegnamento dei maestri tantrici incoraggia la pratica equilibrata di tutti gli otto anga dello Yoga con particolare attenzione alle basi: Yama e Niyama. È infatti vero che coloro che praticano regolarmente lo Yoga, ed in particolare la meditazione, sviluppano molte potenzialità nascoste della mente umana ed è quindi importante che siano ben radicati nei valori universali riconosciuti dal Tantra.
Sarebbe bello potersi rivolgere alla classica domanda “che tipo di yoga fai?” con la semplice risposta “faccio Yoga!” intendendo quindi una pratica completa, armoniosa e soprattutto sicura.

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LO YOGA INTEGRALE DI ALKAEMIA

Lo “stile” di Yoga praticato in alkaemia propone un lavoro non riconducibile a una tecnica o uno stile specifico, ma tutta la lezione è improntata al “sentire” il nostro corpo, sul dinamismo corporeo, con esercizi per l’attivazione e l’armonizzazione dell’energia vitale, consentendo di coniugare concretamente benefici fisici e serenità interiore. Le lezioni infatti si distinguono per dinamicità, intensità e soprattutto specificità del momento riservato al respiro e al rilassamento.
Le posizioni (asana) non sono figure da copiare ma opportunità per abituare a sentirsi. Nello Yoga Integrale di alkaemia non si cercherà di adattare il vostro corpo alla posizione, ma si adatta la posizione stessa ai vostri corpi, tutti diversi tra loro.
Lo stile di alkaemia è una pratica di Yoga che non metta in difficoltà, che non faccia sorgere in noi un atteggiamento di scontro verso i limiti che il nostro corpo può avere.
Questo con i ritmi delle stagioni e per un contatto più ravvicinato con i 4 elementi circostanti acqua, fuoco, terra, aria. Ricordiamo che il flusso energetico personale segue sempre il ciclo delle stagioni: in Primavera l’energia è in piena fase di espansione, in Estate raggiunge il punto massimo di manifestazione esteriore, in Autunno l’energia vitale esterna decresce, in Inverno è totalmente concentrata verso l’interno.
La pratica dello Yoga Integrale di alkaemia inoltre seguirà il ciclo delle stagioni, (in Primavera l’energia è in piena fase di espansione, in Estate raggiunge il punto massimo di manifestazione esteriore, in Autunno l’energia vitale esterna decresce, in Inverno è totalmente concentrata verso l’interno), questo per affinare la sensibilità e integrare le diverse parti di sè alimentando la consapevolezza di poter diventare più presenti alla vita e più aperti alla felicità, in tutte le stagioni.
Nel corso si apprendono varie metodiche per riequilibrare lo scorrere dell’energia vitale; si riconosceranno le tensioni accumulate nel tempo; si ripristineranno i muscoli di sostegno della colonna vertebrale e la postura della zona lombare; si recupera la giusta respirazione e l’elasticità del diaframma; e si rimette in vigore l’atteggiamento naturale da assumere nella vita quotidiana, al lavoro e nel camminare.
Il corso di Yoga Integrale è rivolto a tutte le persone, con la particolarità unica per i frequentatori di avere a disposizione più insegnanti per lezione, per avere maggiore attenzione alle posture ed essere seguiti al meglio.

Pubblicato nel numero 06 di Renudo