04. MEDICINA MEDITAZIONE

PER UNA SPIRITUALITA’ LAICA

Grazie alla tenacia e al coraggio di Peppino Englaro nell’affrontare la tragedia della figlia Eluana non come usualmente viene fatto negli ospedali con soluzioni personali e con complicità del personale, ma volendone fare un caso pubblico per ottenere una nuova normativa per tutti, si è arrivato a discutere e confrontarsi nelle case di ognuno sui grandi temi che regolano la vita e la morte. In questi mesi, per il sacrificio della famiglia Englaro si è aperto un confronto che ci ha coinvolto tutti e tutti ci siamo chiesti cosa avremmo voluto se fossimo stati al posto degli Englaro. La questione dell’alimentazione forzata non è poi che la punta di un iceberg che sottintende un confronto aperto che vede da una parte le confessioni religiose tradizionali con in testa la chiesa cattolica e dall’altra la cultura laica di matrice atea. Io credo che un ricercatore spirituale che viva fuori dalle confessioni religiose e che nello stesso tempo viva quella dimensione interiore riconducibile al divino e che quindi non si sente di appartenere a nessuno dei due schieramenti, possa e debba esprimersi in nome di quella spiritualità laica che ci anima nei vari e diversi percorsi di ricerca.
E questo enunciato ci porta a riconoscerci in una concezione dello Stato come Stato di Diritto e non come Stato etico che decide in base ad una propria etica. Uno Stato di Diritto che riconosca al cittadino il diritto di decidere in base alla etica individuale di ognuno, perchè ogni individuo abbia il diritto di decidere per se esprimendo la propria volontà. Questa linea che è riconducibile alla posizione dei laici nasce tuttavia tutta interna ai nostri percorsi spirituali, la nostra concezione etica non è figlia cioè di chi nega la dimensione spirituale, ma al contrario arriva ad una concezione laica dello Stato come valore tutto interno ad una spiritualità scevra da dogmi e diktat clericali, figli di una concezione monoteista autoritaria della religione che vuole imporre a tutti i cittadini la propria etica, attraverso una classe politica in gran parte condizionata dalle parole del papa. I nostri percorsi spirituali,  così diversi tra di loro, hanno tutti in comune questo profondo rispetto per l’individuo e della sua dimensione divina interiore. E la sua volontà rappresenta il valore più alto che uno Stato di Diritto ed una Repubblica laica devono rispettare.
Su questo spunto è nostra intenzione approfondire ed articolare una riflessione comune che vorremmo allargata ai lettori. Potrebbe nascere un numero speciale di Re Nudo dedicato alle questioni etiche connesse al vivere e morire. Anche il Conacreis, il coordinamento di oltre cento associazioni di ricerca etico spirituale, ha deciso di elaborare una posizione articolata che porterà al confronto coi propri soci.
E’ un momento particolarmente delicato della nostra vita, momento in cui la politica si appresta a prendere decisioni importanti sul testamento biologico che riguardano noi tutti, non è davvero il caso di lasciarli fare, restando spettatori.