LA PORTA SUBLIME di Shakti Caterina Maggi

Aprire il cuore sembra chiedere una fiducia nell’amore, quando in realtà si tratta di non tradire se stessi e la verità di ciò che siamo profondamente.

Quando chiudi il tuo cuore per paura di sentire dolore, per paura di essere di nuovo ferito, per nascondere quella meravigliosa apertura che la mente chiama vulnerabilità, vivi una vita di estrema sofferenza e separazione. Il vivere dalla paura non ti è naturale, perché l’idea di essere separati gli uni dagli altri non corrisponde in realtà al naturale sentire dell’essere umano.

Ogni essere umano nasce immerso in una coscienza unificata di cui però non è consapevole.

La coscienza stessa, attraverso la forma del bambino, viene immersa in un campo di vibrazioni che esprimono la sofferenza della separazione e per il troppo dolore finisce per costruire una barriera egoica fatta di strategie e credenze che permettono temporaneamente a quel dolore di non essere sentito. A un certo punto della nostra vita, nel nostro percorso, quella sofferenza diventa troppo intensa e cominciamo cercare una risposta a quel dolore. Ecco che cominciamo un’indagine dapprima psicologica, nella mente, e poi se la nostra sincerità è sufficiente, un’indagine più profonda che può condurre a toccare la radice e l’illusione di quel senso di separazione. Il silenzio che sta dietro quel dolore e quella sofferenza di separazione è il vero cuore e da lì possiamo ascoltare quella vibrazione di sofferenza che non appartiene solo alla nostra apparente storia individuale, ma alla sofferenza dell’intero genere umano.

Possiamo risvegliarci attraverso l’amore. Sebbene viviamo come se fossimo individui separati, a un livello profondo noi sappiamo di essere una coscienza unica e il tradimento di questa verità è la ragione e la radice di questa stessa sofferenza. Ecco che la vera meditazione, ovvero la capacità di restare presenti alle emozioni senza interferire, senza reprimere, e senza esprimere, diventa la via per la trascendenza. La trascendenza è la sublimazione del piombo della paura della separazione nell’oro dell’amore, del vero amore, che non ho bisogno di un oggetto d’amore per esistere, un amore in cui non c’è amante o amato, ma solo amare. Il modo in cui di solito concepiamo l’amore è pensare che si tratti di un’emozione che passa da un corpo a un altro: crediamo davvero che quell’amore finisca quando la nostra storia d’amore finisce, che inizi quando la nostra storia d’amore inizia. In realtà quella storia è solo l’espressione del nostro amare.

Quando siamo in grado di non restare solo nella superficie della manifestazione, ma di entrare nella profondità del cuore, scopriamo che aldilà delle storie che la nostra mente intesse su cosa sia l’amore, esiste qualcosa di immortale, eterno e quindi sempre vero. È uno spazio di ascolto profondo, in cui io e te cessiamo di esistere, ed esiste solo amore. Non è un luogo dove io e te diventiamo uno, bensì uno spazio in cui siamo già uno e ci esprimiamo come io e te. Talvolta ci avviciniamo al riconoscimento di questo spazio, ma spesso finiamo per credere che la nostra storia d’amore sia l’origine di questo spazio di unità.

Ci perdiamo a quel punto nel riflesso di questo amore, invece che riconoscere nell’amore l’origine della nostra storia d’amore. La tua meravigliosa solitudine, quello spazio in cui ogni cosa nasce e muore, è quell’amore. Quando puoi stare in compagnia di qualcuno nello stesso modo in cui stai con te stesso, allora conosci questo spazio di comunione profonda, che non accade nell’oggettività della manifestazione che è la nostra storia d’amore, ma in quel silenzio che è il soggetto ultimo di ogni cosa.

Ecco allora che tutte le tue idee sulle storie d’amore cadono, ecco che non hai più paura che il tuo cuore si spezzi, perché sei stufo di andare in giro con un cuore spezzato. Ecco che sei pronto a vivere dall’apertura, senza condizioni, senza limiti, oltre la paura. Sembra sia una porta che passi dalla fiducia, ma non è la fiducia in un altro o in qualcosa. È il vedere che ogni cosa è te, è il vedere che la separazione è illusione, è vedere che è proprio quel senso di separazione che sembra proteggerci che in realtà ci fa soffrire. Fino a che la coscienza identificata con il concetto egoico difende il senso di separazione, pensando che la chiusura sia un’opzione migliore a un cuore spezzato, non conosceremo quella porta sublime dell’andare oltre limiti autoimposti dal condizionamento e dalle credenze della mente. Quella porta sublime è il cuore.

Il cuore non è un luogo fisico, non è un luogo di emozioni, ma il centro stesso della meditazione. Il cuore, il vero cuore, è silenzio. Riposa nel silenzio del cuore e scopri come ogni cosa parla di te, a te, per te. Riposa nel cuore e vivi quell’amare che è già vero, che è la tua vera natura, il tuo diritto di nascita. Questa la mia preghiera per te.

 

PROSSIMI INCONTRI E RITIRI

14 – 24 agosto
Castello di Titignano (Orvieto)

27 ottobre 2 novembre
Hotel Oasi La Selva – Casole d’Elsa (SI)

7-10 dicembre
Ritiro c/o Centro d’Ompio, Pettenasco (NO)

Nei ritiri i satsang, la musica dal vivo, la danza e gli esercizi di percezione accompagnano i partecipanti in un processo di disidentificazione dall’ego verso il riconoscimento della tua vera natura, Silenzio.

L’invito è quello di vivere dal Se’ la tua vita quotidiana, così che la vita stessa diventi una meditazione a occhi aperti.

Shakti tiene satsang anche a Milano, Roma,  Torino, Lugano e altre città.

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