Osho – La teoria della reincarnazione


Io non elaboro teorie. Sono un uomo semplice, non un teorico.

Un teorico è un grande pensatore, non sa nulla riguardo alla realtà, ma va creando teorie su di essa. Per tutta la vita ci gira intorno.
Una teoria è sempre una speculazione a proposito di, riguardo a; mentre la verità, la realtà, è nel centro, non è mai intorno. Ma tale è la peculiarità del teorico, menare il can per l’aia.

Nel momento che tu mi chiedi “È falsa la teoria della reincarnazione?”, la tua domanda sottende molte cose. Primo, vuoi che io appoggi la tua convinzione. Una convinzione ha sempre bisogno di un supporto.
La verità non ha mai bisogno di alcun supporto: è sufficiente a se stessa. La verità non necessita né di evidenza né di testimoni.
L’uomo di verità anche avendo l’intero mondo contro di sé, non lo prenderà assolutamente in considerazione, poiché la verità non è qualcosa che dipenda dal numero delle persone che la sostengono. Un singolo uomo può essere nel giusto e il mondo intero nell’errore. La verità non è qualcosa di politico, non ha bisogno del tuo voto d’appoggio.
La tua domanda è indicativa del fatto che credi nella teoria della reincarnazione. Le convinzioni sono sempre traballanti, e paurose, perché nel fondo sei consapevole di non sapere: può essere giusto, può non esserlo. Ti piacerebbe che qualcuno nel quale hai fiducia sostenga la tua teoria, la tua convinzione. Da questo spazio arriva la tua domanda.
Dammi il tuo amore, ma non credermi. Nel momento in cui inizi a credere a qualcuno, smetti di verificare. E io non vorrei che tu cessassi la tua verifica individuale. Amando, tu condividi qualcosa, e questo va bene, ma in nome della fiducia, in realtà, tu stai ingannando te stesso.
Per migliaia di anni, in questo modo, l’uomo è stato ingannato e sfruttato. Voglio distruggere questa teoria e le sue radici. Abbi fiducia solo nella tua esperienza. Non ha importanza se io ti dico sì o no. L’importante è che tu abbia sperimentato o meno. Questo sarà decisivo, questo trasformerà la tua vita.
Ci sono tre religioni -ebraismo, cristianesimo e islamismo-
che hanno preso una posizione negativa rispetto alla teoria della reincarnazione. Affermano che non è vera. Questa è una convinzione negativa. Ricordati, questa convinzione può essere sia positiva che negativa, ma ciò non cambia la sua natura. Queste tre religioni sono sotto l’influenza della convinzione negativa che non ci sia reincarnazione.
Parallelamente a queste, ci sono altre tre religioni 
-induismo, buddhismo, giainismo- che hanno accolto una posizione positiva. Dicono sì, la reincarnazione è una realtà. Ma anche questa è una convinzione, una convinzione positiva. Il mio approccio, che non è stato provato finora, e io dico che è quello giusto, è di altro tipo. 
Io ti dico: accetta la teoria come ipotetica, non dire né sì, né no. Accettarla come ipotetica significa che “sono pronto a esplorarla senza pregiudizi, né positivi, né negativi, sono pronto ad entrarvi senza nessuna idea preconcetta per vedere quale sia la verità”.Le religioni non hanno affatto usato la parola ipotesi. Sia che tu sia credente o non credente. Il non credente è comunque un credente, solo in modo negativo. Qualitativamente non sono differenti, sono lo stesso tipo di persone.
Ciò che accade quando tu accogli una convinzione, negativa o positiva, è che la tua mente ha già deciso; prima di conoscere, prima di fare esperienza, hai già deciso qual’è la verità. Io definisco ciò disonesto, insincero. E una volta che accetti qualcosa, negativamente o positivamente, la mente è capace di creare l’allucinazione della tua convinzione.
Osserva. Nei Maomettani, nei Cristiani, negli Ebrei, non troverai bambini che ricordino le loro vite precedenti. Ma negli Induisti, nei Giainisti, nei Buddhisti, troverai sempre, quasi ogni giorno, ovunque, qualche bimbo che ricorda le sue vite passate.Per quanto mi riguarda la reincarnazione è una realtà: è la mia esperienza. Ma ciò che è vero per me, per te è solo teoria. Questa è la difficoltà.
E non voglio che la mia verità, sia per te una teoria. Voglio che sia una verità anche per te: Ecco perché ho detto: “Non mi occupo di teorie, di convinzioni. La mia professione è occuparmi della verità”.Questo mi ricorda Socrate che ha usato per la prima volta il termine “professione” per verità. Quando fu condannato a morte dal tribunale, gli furono date alcune alternative, perché era un uomo di intelligenza superiore; persino i suoi oppositori non erano felici del fatto che avrebbe dovuto essere ucciso. Egli era l’orgoglio di Atene. Senza Socrate, cosa sarebbe diventata Atene? Così gli proposero: “Se smetti di parlare di verità, se cessi del tutto di insegnare alla gente, ti puoi salvare”.
Socrate rispose: “Questo è impossibile, è la mia professione parlare di verità e insegnare la verità. Questa non è un’alternativa. Preferirei morire che lasciare la mia professione. E nessuno potrà dire che Socrate è un codardo ‘che ha venduto la verità per salvarsi la vita’. Replicarono: “Allora la seconda alternativa è che tu lasci Atene – all’epoca le città greche erano indipendenti le une dalle altre – così se vai oltre i confini di Atene non avremo più problemi. Potrai aprire la tua scuola ovunque. I tuoi studenti potranno raggiungerti e potrai continuare la tua professione”.
Socrate chiese: “Volete che venga processato anche da altre parti? Un processo è più che sufficiente. E se Atene, che è la punta di diamante della civiltà greca, non è capace di capirmi e di accettarmi, chi altri potrà farlo? E che cosa ne sarà di Atene senza di me? Mancherò ad Atene e Atene mi mancherà. No. Questa non sarà la mia strada. Io ho fatto di Atene ciò che Atene è.” (….)
Socrate è un gigante, un gigante himalayano. Ogni sua parola è colma di significato. Ha detto: “Non lascerò Atene. Senza me che cosa ne sarà di Atene? Voi mi uccidete – e questo renderà Atene immortale.” E quegli idioti non capirono che cosa stesse dicendo. Stava dicendo il vero: è perché Socrate venne avvelenato in Atene, dal popolo ateniese, che Atene divenne immortale.
L’ho ricordato perché è stato il primo uomo che ha unito i termini professione e verità: “lo non lascerò la mia professione”. Infatti, persino se lo avesse voluto non avrebbe potuto farlo. Non è nelle capacità umane arrestare un processo di diffusione che si è ormai consolidato.
Io dico: per me reincarnazione è una verità. Ma non ti sto dicendo di credere alla mia esperienza perché il credere non diventerà tua esperienza; al contrario sarà un ostacolo perché tu possa sperimentare. Se credi in quello che dico, allora non c’è bisogno di domandare altro.
La verità religiosa, la verità soggettiva, è diversa dalla verità oggettiva, dalla verità scientifica. Einstein, durante le sue ricerche in fisica, fece una scoperta inconfutabile. Ora nessuno ha più bisogno di compiere le stesse ricerche – sarebbe stupido. Ciò che Einstein ha conseguito in anni di lavoro, puoi ottenerlo in qualche ora. Dipende dalla tua intelligenza; puoi addirittura afferrarlo in pochi minuti. Non c’è alcuna necessità di una ricerca.
Ma la verità soggettiva non può essere fabbricata – sebbene i preti abbiano provato a fare esattamente questo. Cosa sono le Sacre Scritture? Hanno provato a fabbricare la verità. Hanno provato a mettere la verità nelle parole. Hanno provato a vendere i libri sacri. (….)
Ti suggerisco di non chiedermi se la teoria della reincarnazione sia vera o meno. Prendila come ipotesi. Con me qualsiasi cosa è un’ipotesi.
Se puoi avere fiducia in me, almeno per questo, allora sei pronto per esplorare, cercare.
Non ho dottrine da insegnarti, ma solo metodi per trovare la verità da solo. E la verità che non viene trovata da te non è verità. La verità è tale soltanto quando tu l’hai trovata.
Questa è una qualità essenziale della verità, che è stata trovata da te, che è autenticamente tua, che puoi dire con autorevolezza: è così.
Ma non diventare autoritario. Vedi la differenza tra questi due termini? Io dico con la mia autorità che la reincarnazione è vera, ma io non sono autoritario. L’autorevolezza è semplicemente la mia esperienza. Essere autoritario significa che voglio convincerti e importi di credere.La ‘mia religione’ non ha dottrine, non ha teorie, non ha dogmi. E’ una strana religione. Non era mai successo prima, ma questa è la sua bellezza: ti lascia totalmente libero.
Se potessi darti anche solo la libertà, ti avrei dato tutto.
Se posso aiutarti a essere libero da tutti i nonsense che gli altri hanno stretto intorno a te, è più di quanto ci si possa aspettare. Una volta che sei libero, tutte le dimensioni sono lì, aperte; puoi viaggiare da solo. E viaggiare da solo è veramente bello.Hai mai guardato un bambino piccolo? Quando inizia a camminare non vuole essere tenuto per mano. Tu cerchi di essere d’aiuto, hai paura che possa cadere, ma non capisci l’estasi del bambino. Tenendolo per mano distruggi la sua estasi. Preferirebbe cadere da solo. E dov’è il danno se cade più di una volta? Imparerà come non cadere. Stai solo attento che non corra qualche pericolo. Altrimenti se lui cade sul terreno e non in un abisso, non è necessario preoccuparsi. Lascialo imparare, perché è meglio che cada e impari come non cadere. Allora il tuo osservare non è necessario; allora puoi lasciarlo solo persino sull’orlo di un abisso.
Nella mia infanzia io facevo uno strano gioco, inventato da me – veramente pericoloso. Sfidavo i bambini del vicinato a camminare su un’asse di legno che era appoggiata a terra. Stavano costruendo la nostra casa e c’erano molte assi di legno; questa era un’asse lunga e piatta. Dicevo ai bambini di camminarci sopra, e loro lo facevano; non c’erano problemi. Dicevo: “Puoi camminarci? Allora la metterò tra due balconi.” E poi: “Ora camminaci. È la stessa asse: potevi camminarci quando era per terra. Non c’è differenza, eccetto che ora è sospesa.” E loro rispondevano: “Non possiamo”.
Replicavo: “Ma che differenza c’è? È la stessa asse sulla quale avete camminato tante volte senza mai cadere.” E mentre mostravo loro come, mia madre correva fuori di casa urlando: “Cosa stai facendo!” Le rispondevo: “Stai tranquilla, se dici qualcosa puoi farmi cadere.” Così lei stava immobile senza respirare. E io esclamavo: “Questo è il gioco che ho inventato e questo è il gioco che giocherò tutta la vita.”
“Cosa! Tutta la tua vita questo gioco!” replicava, e io: “Questo è il gioco, più tardi potrò chiamarlo con nomi differenti, ma questo è il gioco.” E ancora oggi sto giocando allo stesso gioco. Consapevolezza – solo ciò è necessario. Sul terreno puoi camminare facilmente perché sai che lì non hai paura di cadere. E la stessa asse, la stessa misura, ma la paura è sorta e tu puoi cadere. Ma se sei consapevole, all’erta, puoi camminare; non c’è alcun problema.Rimani vigile e puoi camminare su qualsiasi ipotesi e non c’è pericolo di cadere in una convinzione. Rimani vigile. Usa qualsiasi ipotesi. Sei instradato a trovare qualsiasi verità e qualsiasi verità è buona perché è un aspetto dell’intera verità; da qui puoi muoverti e trovare l’intera verità.

Prendi solo la coda dell’elefante, questo è sufficiente, hai trovato l’elefante. Ci vorrà un po’ di tempo per scoprire il resto – l’elefante è grande – ma tutto il problema è afferrare la coda. La convinzione non è la cosa giusta. E io non sosterrò nessun tipo di convincimento, positivo o negativo. Io sostengo solo ipotesi.
Pubblicato nel numero 90
Tratto da: Liberation Times