Osho – Vivere con totalità


Possono convivere insieme ira, compassione, amore e odio?

Si. Quando uno è totale, è totale senza condizioni. Ma il suo odio è diverso dall’odio ordinario: il suo odio è perfino più ricco d’amore del tuo amore, e la sua ira più ricca di compassione della tua compassione.

Siccome vive totalmente, ogni cosa assume un significato diverso.
Per te è impossibile giudicare le sue azioni, perché non sai cosa voglia dire essere totali. Conosci l’amore, conosci l’odio, nel senso che a volte hai amato, ne hai colto un riflesso; a volte hai odiato, ne hai colto un riflesso; ma il tuo odio e il tuo amore non sono mai stati totali.
Un amore totale è un’altra cosa: ha la stessa intensità dell’odio.
Hai mai notato che il tuo amore non raggiunge mai la stessa intensità dell’odio?
Sei capace di odiare veramente; ma, quando si tratta di amare, il tuo amore è tiepido, non ci entri mai completamente. Hai mai notato che la tua compassione è impotente, che forse non è altro che una maschera, mentre la tua ira è reale?
Tutto quel che non va sembra autentico in te, e tutto ciò che è buono sembra falso.
 
Quando uno è totale, il suo amore è inteso come il suo odio. E quando una persona totale odia, il suo odio porta in sé un amore totale: è capace di odiare solo per amore, ed è capace d’ira solo perché prova compassione.

No, è difficile. Ti lascerà perplesso, perché per ora non sei in grado di capire; la tua comprensione non è ancora matura. Bisognerà che tu ne faccia esperienza. Lascia perdere le emozioni tiepide. Ci vuol coraggio: per vivere totalmente ci vuole il massimo coraggio, perché vuol dire non sapere mai cosa possa succedere.
Tu vivi impaurito. Se ami qualcuno, hai paura di arrabbiarti con quella persona, perché non sei sicuro di amarla veramente, non sai se l’amore sia in grado di sopravvivere all’ira. Perciò reprimi l’ira; per paura, perché sei insicuro del tuo amore. 
Il tuo amore è una sensazione vaga, qualcosa che forse c’è, e forse non c’è. Vivi in una nebbia, avvolto in un fumo; non c’è mai nulla che sia chiaro, la tua percezione è sempre annebbiata.
Perciò hai paura: tutta questa rabbia che provi potrebbe distruggere il rapporto.
No! Piuttosto sei pronto a reprimere la rabbia. E l’ira repressa entra a far parte di te; così che, quando ami, nel tuo amore entra anche l’ira.

Guarda due che fanno l’amore, e vedrai che nei loro gesti c’è violenza. L’atto d’amore non ha grazia. Guarda l’espressione  dell’uomo: sembra che stia massacrando la donna. Forse è per questo che le donne tengono gli occhi chiusi quando fanno l’amore: meglio non vedere cosa sta facendo l’uomo, o cosa sta diventando…
L’intera faccenda ha un che di crudele; visi distorti, anziché irradianti grazia; volti che di solito sono belli diventano brutti, come in agonia; come se non fosse estasi, ma agonia. Guarda l’espressione della donna: viso contratto maquillage disfatto; ora sembra brutta e sofferente, sembra che stia cercando di reprimere una sensazione dolorosa.
Anche nel far l’amore hai paura; anche nel far l’amore senti che se ti lasci andare completamente diventa pericoloso. La tua mente continua ad accendere il semaforo rosso: alt! Non andare oltre; perché tutto quel che hai represso può venir fuori in qualsiasi momento.  È lì che bussa alla tua porta e dice: lasciami entrare!
Perciò non puoi rilassarti neppure nel far l’amore; perché il rilassarsi è senza condizioni, non esiste rilassamento condizionato: se ti rilassi, ti apri all’amore, ti apri all’ira, ti apri all’odio.
È come aprire una porta: una porta aperta è aperta tanto per il nemico come per l’amico. Se lasci la porta aperta nottetempo può darsi che entri un amico, ma può anche darsi che entri un nemico. Perciò la chiudi. Ma la porta chiusa è chiusa per entrambi, per l’amico e per il nemico.

Non ti sei mai arrabbiato veramente, autenticamente; e sei incapace di amore autentico.

Quando si è totali, ogni gesto è autentico qualsiasi possano essere le conseguenze; non ci si preoccupa delle conseguenze. La mia matematica della vita è: se vivi totalmente , qualsiasi siano le conseguenze sono positive. Qualsiasi siano! Sono sempre positive.
E se vivi una vita frammentaria, qualsiasi siano le conseguenze, sono sempre negative. Lo puoi constatare nella tua stessa vita. Hai vissuto in maniera molto educata, una vita tiepida, né troppo fredda, né troppo calda. E cos’è successo? Niente, o quasi niente.

Hai sprecato te stesso. Smetti di “sprecare”. Sii vero.

Ci sono pericoli nell’essere vero; altrimenti tutti lo sarebbero. Se l’autenticità non fosse pericolosa, come mai tanti vivrebbero vite inautentiche? Sono dei vigliacchi, che cercano di manipolare l’esistenza; vitucce comode… Se vuoi vivere comodamente. Meglio essere un vigliacco: ma una vita comoda non è altro che una comoda morte.
Una vita reale è una torcia che brucia da entrambe le estremità; è una fiamma; è sempre circondata dal pericolo, è circondata dalla morte.
Circondata dalla morte, in mezzo al pericolo: solo in quel contesto la vita raggiunge il suo apice.

Pubblicato nel numero 92

Tratto da: TAO- Discorsi sul Tao Te Ching di Lao Tzu