EDITORIALE – Mettere insieme le nostre forze e tutta la nostra energia

Diamo una mano per migliorare questo mondo.

Ecco tre idee tratte dal Manifesto del Conacreis.

Riguardano La riforma radicale delle Forse Armate, l’inserimento dello yoga e della meditazione nei programmi scolastici, la riforma degli allevamenti intensivi.

 FORZE ARMATE.

MENO DIFESA E PIÙ SICUREZZA

Le nostre Forze Armate sono state concepite ai primi del ‘900 in funzione alle guerre convenzionali tra gli Stati. Nel nostro secolo le guerre sono contro il terrorismo e le missioni militari all’estero in ottemperanza degli accordi internazionali. Sono stati creati comparti specializzati importanti ed efficienti che però si sono aggiunti in termine di uomini e spese al mantenimento dell’enorme carrozzone di una forza militare composta da circa 170.000 uomini di cui 90.000 ufficiali e sottufficiali.

Le spese per il mantenimento ordinario di esercito, aeronautica e marina – assorbono quasi il 75% delle risorse, ovvero 14 milioni di euro. All’interno di questo capitolo di bilancio se ne vanno dieci miliardi per pagare gli stipendi dei soldati. All’investimento e alle spese di esercizio – compresa la manutenzione ordinaria – rimane solo una minima parte tanto che numerosi sono gli incidenti, anche gravi, che colpiscono gli uomini delle missioni internazionali. L’ex ministro della Difesa del governo Monti, Gianpaolo di Paola che è stato Presidente del comitato militare Nato, ha avviato un timido piano di riduzione delle FFAA ben conscio che la struttura delle nostre forze armate riflette una obsoleta e superata concezione bellica risorgimentale. Toni De Marchi, un ex consulente parlamentare in Commissione Difesa ha detto “Le scelte di politica militare dell’Italia sono molto spesso dettate dalla naturale tendenza di un corpo burocratico di perpetuare se stesso e i propri privilegi. Come se si preparasse ad una guerra che non si farà mai. Ad esempio manteniamo centinaia di carri armati assolutamente inutili come se dovessimo affrontare i carri sovietici alle porte di Gorizia”.

  1. A) I programmi di spesa miliardari, di lunghissima durata, oltre ai noti F35, abbiamo gli Eurofighetr. Queste spese sono spesso viziate da un poco noto conflitto di interessi: infatti alcune aziende armiere italiane, connesse a Finmeccanica, sono guidate da ex generali che prima erano ai vertici della Difesa; in quella veste proponevano e sostenevano quei progetti di riarmo che, approvati dai governi, venivano poi realizzati da quelle stesse aziende di cui sono presidenti o consiglieri di amministrazione. Queste spese militari vanno ridotte e riordinate individuando anche i conflitti d’interesse.
  2. B) La Difesa ha in carico un enorme patrimonio immobiliare tra caserme dismesse e Caserme in esercizio che sono oltre mille.

In base al primo decreto sul federalismo, Roma può trasferire agli enti locali parte dei suoi beni patrimoniali, che potranno in seguito essere venduti a privati – “alienati” per essere “valorizzati”, secondo i termini esatti. L’Agenzia del Demanio ha pubblicato l’elenco definitivo del patrimonio immobiliare ritenuto ormai inutile.

Il catalogo è composto da oltre 11.000 schede, per un valore complessivo di circa 3 miliardi. Nel corso del quinquennio 2011-2016 sono stati fatti vani tentativi di vendita di caserme dismesse a privati.

  1. C) Noi proponiamo invece la cessione gratuita agli enti locali questi beni della Difesa per convertire le caserme in progetti da concordare con Regioni e Comuni per l’edilizia popolare, campus universitari, strutture di servizio per il cittadino, mense popolari, ostelli per il turismo giovanile, centri culturali polivalenti. Sono milioni di metri cubi siti nei centri cittadini inglobate nel tessuto urbano, che riconvertiti in destinazioni utili, potrebbero contribuire radicalmente ad una trasformazione culturale del modello sociale di sviluppo.

D)Ridurre i privilegi.

La pensione media del comparto militare è di 32.000 euro l’anno. Quella dei Ministeri civili è sui 20.000 euro l’anno. Cioè il 50% in più rispetto agli altri dipendenti pubblici. Tutti i militari hanno lo stesso tipo di privilegi, esenzioni, trattamenti di favore per abitazioni e viaggi, dei parlamentari. Ma i costi della casta militare sono maggiori dei costi dei politici, anche se nessuno ne parla.

Un esempio: si spendono 3 milioni e mezzo l’anno solo per le pulizie di 44 alloggi (alcuni di 600 mq.) destinati ai generali. Sempre per gli alti gradi esiste una speciale indennità pensionabile per un totale di 18 milioni di euro all’anno che si somma alle pensioni d’oro ma definite ordinarie.

C’è poi l’ausiliaria e cioè 5 anni da quando vanno in pensione tutti gli ufficiali e sottoufficiali restano teoricamente a disposizione per essere richiamati, sempre nella logica di attendere l’invasione sovietica. Sono 326 milioni di euro all’anno.

DALL’ISTRUZIONE  ALL’EDUCAZIONE DALL’ISTRUZIONE  ALL’EDUCAZIONE 

Nella nostra società civile l’educazione dell’individuo viene circoscritta al solo significato di “istruzione”, concetto spesso usato come sinonimo del primo ma che presenta ben altre sfumature di senso. Per “istruire” s’intende l’atto di trasferire insiemi di nozioni e di saperi relativi ad una disciplina.

I programmi di studio debbono essere integrati con programmi educativi in senso stretto. Con questi si deve insegnare:

  1. l’apprendimento e l’applicazione della “salute naturale”, ossia di “stili di vita” con i seguenti canoni:
  • sana alimentazione naturale;
  • adeguato esercizio fisico all’aria aperta e non competitivo;
  • educazione posturale, tecniche antistress, yoga, respiro, meditazione ed altre tecniche interiori per l’autocontrollo corporeo e l’energia fisica adeguata disponibile
  1. il funzionamento bio-psico-fisico della struttura uomo e del corpo fisico (ivi compresi aspetti quali la sessualità, la procreazione, la gravidanza, il parto) e della mente, ossia le meccaniche correlate, i meccanismi di difesa e sopravvivenza che creano comportamenti, atteggiamenti e modelli di comportamento reattivi nei confronti degli altri, e come essa condizione profondamente la comprensione e conoscenza della propria essenza;
  2. il funzionamento della Terra, dell’Ambiente, degli esseri viventi, del Cosmo e delle Energie,
  3. come funzionano le emozioni, sviluppando la osservazione delle stesse, la genesi, la gestione dei conflitti;
  4. lo sviluppo delle capacità:
  • di osservazione e percezione di se stessi: come ascoltare e percepire il proprio pensiero, le proprie inclinazioni, anche nascoste, come potenziare le altre capacità ( intuizione extrasensoriale, anticipare il pensiero e le azioni altrui, riflessi etc);
  • di attenzione e concentrazione;
  • di ascolto degli altri;

L’educazione è generalmente slegata dall’esperienza e dall’aspetto pratico.

I valori non debbono esser solo definiti, ma anche vissuti, messi in pratica.

Il dogma sociale prevalente è che “definire una cosa, significa capirla”.

Questo è l’errore: capire non significa realmente cambiare.

Ecco perché occorre insegnare a mettere in pratica ciò che si apprende.

Il discorso è soprattutto relativo agli insegnanti ed educatori.

 

LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI

La Legge  preveda per tutti gli insegnanti, dopo 10 anni di insegnamento, di effettuare un anno sabbatico per poter studiare le ultime novità in campo della ricerca pedagogica e psicologica, ed avere la possibilità di frequentare corsi esperienziali e pratici di didattica creativa, di crescita personale, di motivazione, e anche di rigenerazione psicofisica. Al termine dell’anno sabbatico si rientra al lavoro e si riprende l’insegnamento mettendo in pratica le nuove acquisizioni.

Dopo altri 5 anni di insegnamento si dovrebbero fare altri 6 mesi sabbatici. E così via: ogni 10 anni 1 anno sabbatico e dopo altri 5 anni, 6 mesi sabbatici.

Ridefinizione degli orari delle lezioni

L’età dello sviluppo necessita di un’adeguata proporzione fra attività statiche ed attività dinamiche. Un ragazzo in età pre-adolescenziale mal sopporta fisiologicamente l’obbligo di restare seduto per 5 ore quasi consecutive.

E’ necessario che le lezioni siano predisposte affiche ci sia la possibilità di muoversi e attivare la circolazione; in alternativa sarà necessario ridefinire il carico orario e alternare materie che richiedono sedentarietà con quelle che consentono di alzarsi e/o muoversi e questo al di là delle previste ore di Scienze Motorie.

Si attui in tutte le scuole di ogni ordine e grado l’introduzione, dove non ancora previsto (scuola primaria) e l’aumento, dove già previsto (scuola secondaria), del numero di ore di Scienze Motorie e Sportive portando a 4 il monte ore settimanale per questa disciplina. Di queste, 2 ore saranno di attività motorie di tipo educativo e formativo (utilizzo consapevole del corpo, giochi con finalità educative, tecniche e discipline olistiche di massaggio e di movimento (bio danza), tecniche posturali per la prevenzione dei dimorfismi, paramorfismi e algie, metodiche psicomotorie, tecniche antistress di respirazione e rilassamento, yoga per i giovani, elementi di arti marziali e difesa personale..).

Altre 2 ore saranno dedicate all’avviamento allo sport amatoriale e/o pre-agonistico ( i classici sport individuali e/o di squadra, atletica leggera, pallacanestro, pallavolo, pallamano, badminton, elementi di ginnastica artistica e ritmica…).

RIFORMA RADICALE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI. DA PORTARE AL PARLAMENTO EUROPEO

Nell’ambito delle politiche già presenti in tanti programmi politici riguardo l’agricoltura sostenibile e l’incentivazione del biologico va affrontato questo aspetto centrale. Aspetto che viene sottaciuto perché investe un modello culturale di vita che va a toccare enormi interessi: quello dell’industria alimentare, quella farmaceutica e quella delle organizzazioni degli allevatori di bestiame. Perché? Perchè trasformare gli allevamenti intensivi in allevamenti a parametro biologico significa ridurre drasticamente il numero degli animali allevati. Significa che questi animali oggi mantenuti ad ormoni e antibiotici domani non subiscano più questo “protocollo”.

Parametro biologico tra l’altro, significa:

1) Che i bovini e i suini negli allevamenti possano stare all’aria aperta almeno 6 mesi l’anno.

1) Che le galline ovaiole abbiano almeno un metro quadro di spazio vitale e che non siano costrette alla luce artificiale 24 ore su 24 come nei tanto conclamati dalla pubblicità manipolatrice “allevamenti a terra”come fossero meglio degli allevamenti in gabbia.

2)Che la mungitura delle mucche da latte non arrivi a quella quotidianità senza sosta che diventa stato di tortura permanente per l’animale..

SI APPLICHINO IN SOSTANZA E PER LEGGE I CRITERI DELL’ALLEVAMENTO BIOLOGICO PER TUTTI GLI ANIMALI.

Significa anche che all’industria farmaceutica verrà a mancare l’80% del mercato antibiotico perché questa è la percentuale di antibiotici che quotidianamente vengono somministrati agli animali perché possano sopravvivere nonostante le condizioni di immobilità assoluta in cui vengono tenuti a causa del sovraffollamento. A questo proposito riportiamo il testo dell’appello dell’ONU (Datato 2016 ma rinnovato a gennaio 2017 da Max Prengher) sull’antibiotico resistenza come tragedia in atto di gravità assoluta. Infatti come causa principale della progressiva riduzione degli effetti degli antibiotici sulle persone è proprio data dal protocollo antibiotico in uso negli allevamenti intensivi. In pratica chi quotidianamente si nutre di questi animali, quotidianamente assume una dose di antibiotici che lentamente porterà a non poter più usare gli antibiotici quando è necessario per la cura delle patologie gravi. L’ONU denuncia che a oggi sono già 500.000 i morti censiti in 22 paesi a causa dell’insorgere dell’antibiotico resistenza nella cura di importanti malattie infettive prevede milioni di morti nell’arco di pochi anni.

Parallelamente a questo dovrebbe partire una campagna di sensibilizzazione e di informazione a livello istituzionale per far sapere che la riduzione del consumo di prodotti animali in generale e della carne in particolare gioverebbe non poco alla salute dei cittadini. E tutto ciò al di là e insieme alla crescita di una coscienza maggiore di rispetto e di amore verso gli esseri viventi oggi limitato alle fortunate minoranze degli “animali domestici”.