Il nostro tempo

Il Tempo, apparirà chiaro dalla lettura di questo numero di RE NUDO, non esiste come realtà oggettiva ma solo come convenzione soggettiva. Ognuno di noi nella relazione con gli altri determina l’esistenza del tempo. In realtà il solo tempo esistente è quello che viviamo nel qui ed ora. Non a caso questa è un’affermazione comune a tutti i Maestri spirituali di ogni tempo.
Che senso ha allora parlarne? Per me ha senso per portare l’attenzione all’importanza del vivere l’attimo con l’intensità massima possibile. La frenesia del fare quotidiano nasce spesso come nostra necessità di dare concretezza ad un Essere incapace di ritrovarsi. Un Essere che ha bisogno di una continua identificazione in qualcosa per riconoscersi.

L’importanza che poi noi diamo al tempo è strettamente connessa all’età. Quando si è giovani ci si sente immortali,come se avessimo un tempo infinito davanti a noi,  poi man mano che passano gli anni, cresce la consapevolezza che il tempo di vita non è infinito e quindi siamo portati ad avere più attenzione a come lo si vive.

Qualche sera fa ero seduto sul divano di casa  di fronte al fuoco e leggevo il libro di Sarjano pubblicato da Bompiani. Alcune pagine le ho trovate di rara intensità e mi hanno trasportato in uno spazio quasi senza tempo. Eppure il momento più forte è stato quando mi sono trovato a chiudere il libro, posandolo delicatamente sul tavolo, rimanendo seduto a guardare il fuoco nel camino.

Lunghissimi minuti, non so quanti, proprio perché sono stati momenti senza tempo,  come quando si è in meditazione ma non quando si “fa” una meditazione pensando a cosa fare dopo ma quando davvero si perde la cognizione del tempo e ci si trova in uno spazio vuoto di pensieri. Vi sarà capitato ma nel quotidiano momenti simili li possiamo vivere nel dormiveglia del mattino, quando ci svegliamo molto prima dell’ora in cui ci si dovrebbe alzare e restiamo ancora a letto senza volersi riaddormentare ma rimanendo in uno stato di profondo rilassamento.

Ecco in quel momento con la mente ben riposata, possiamo osservare l’emergere di immagini che non sono sogni ma che paiono tali. E’ uno stato in cui emergono anche pensieri non consequenziali, non frutto di un processo razionale ma sprazzi di grande chiarezza e lucidità. In quello stato la dimensione del tempo svanisce. Possiamo guardare l’ora nel momento in cui la sensazione è che ci si deve alzare e potrebbe essere passato qualche minuto o qualche ora. E’ in quella perdita della nozione del tempo che si manifesta la più grande lucidità di pensiero.

Non è una contraddizione oppure lo è come quando in meditazione improvvisamente si realizza la comprensione di qualcosa o la soluzione di un problema proprio nel  momento in cui la mente si è assopita. Tutto questo per ricordarci quanto sia prezioso il nostro tempo di vita e come sia criminale “l’ammazzare il tempo” o “far passare il tempo”, concetti di un modello culturale che ha prevalso nel mondo che ci circonda e dove si vive costantemente proiettati in un futuro che si rinnova di attimo in attimo, come l’asino di Buridano con la sua carota davanti al muso che non raggiungerà mai.