Usura bancaria

Molti tra voi sanno che sono medico e parlamentare dell’ IDV, e sono certo che tutti vi chiederete perché un medico ha preso a cuore le sorti delle vittime di usura bancaria, considerazione che trova una sua logica collocazione umana e professionale.

Con questa scelta – non di campo – come direbbe qualcun altro, ma di costume, poiché la gravità dellesituazioni rilevate si scontrano col dettato costituzionale, che impone sia la tutela del credito, che quella dei debitori, del loro diritto al lavoro, alla propriete dei loro diritti umani, voglio amplificare la voce di milioni di vittime di usura bancaria e criminale che invocano giustizia e riforme di legge e di regolamenti attuativi. Per spiegare la portata del problema, non posso esimermi dal sottolineare che l’Italia è l’unico stato d’Europa in cui sono esclusi, d’imperio, dalla operatività bancaria, circa 24,4 milioni di cittadini e imprese, così distribuiti: 6,5 milioni di soggetti che hanno subito uno o più protesti; 7,2 milioni di cittadini iscritti nelle banche dati per ritardati pagamenti anche di soli tre giorni e che rimangono censiti per ben due anni; 9,4 milioni di cittadini censiti nella centrale rischi di BANKITALIA per posizioni debitorie bancarie, anche se contestate; 1,3 milioni iscritti nella centrale di allarme interbancario per protesti assegni.

In pratica ben 24.400.000 nostri connazionali, cittadini, imprese e professionisti oggi sono considerati appestati dalle banche e dalle finanziarie e per questa ragione da spremere oltre ogni limite e vi spiego perché. Di questi 24,4 milioni di nostri connazionali, circa 1.250.000 nuclei famigliari sono esposti al grave rischio di espropriazione della propria casa di abitazione per esecuzioni immobiliari incardinate nel 95% dei casi da istituti di credito che hanno cartolarizzato i propri crediti, con cause ed effetti, a cui si aggiungono oltre 2,9 milioni di piccole imprese, delle quali oltre 1,6 milioni, nei prossimi mesi saranno costrette a cessare l’attività, mentre 1,3 milioni di PMI invece, persistendo l’attuale situazione di stallo dell’economia e di totale insensibilità del sistema bancario, sono gravemente esposte alrischio di fallimento.

Ho accennato in apertura che sono medico e per questo motivo non posso esimermi dal segnalare all’attenzione di tutto l’arco politico le conseguenze della grave sindrome che colpisce i debitori aggrediti da iniziative giudiziarie, dopo che sono risultate vane tutte le soluzioni proposte in via stragiudiziale. Conseguenza derivata è la assoluta impossibilità dei debitori a soluzioni, se non quella di ricorrere al credito usurario – per chi riesce ad ottenerlo – male sicuramente minore di quello delle banche voraci e della società di cartolarizzazione che operano senza alcuna etica, ignorando le cause e gli effetti dei loro comportamenti, che sovente si concretizzano in autentiche estorsioni contrattuali. I malcapitati delle cartolarizzazioni, in violazione di ogni logica etica ed economica, nella maggior parte dei casi finiscono col cadere sotto l’autentica di economica e sottoposti ad una indicibile aggressione psicologica, poiché ridotti a vivere in uno stato di totale insicurezza l’approssimarsi della perdita della casa e la ineludibile previsione di cattiva sorte a cui nel breve termine è esposto il proprio pendenza  nucleo famigliare.

Lo stato di stress emotivo–psicofisico, nella maggior parte dei soggetti malcapitati, porta alla graduale perdita delle difese immunitarie, con la conseguenza di rapide insorgenze di gravissime patologie cardiache, diabetiche e tumorali senza scampo, come purtroppo è stato verificato in una infinità di casi denunciati dallo SNARP, associa che ha contribuito attivamente alla creazione dell’odierno Forum Nazionale. Appare evidente che in uno scenario come questo, di cui sono certo non tutti sono a conoscenza, la mia sensibilità umana, professionale e politica non poteva lasciarmi indifferente a fronte di centinaia di suppliche di professionisti, imprenditori e cittadini che hanno richiesto il mio intervento presso le banche per conseguire stragiudiziali soluzioni umane, che invece sono statezione sistematicamente rifiutate. E sono stati proprio gli ingiustificati rifiuti del sistema bancario che mi hanno indotto a compattare i tanti e troppi cittadini tartassati, per suggerire loro di aggregare tutte le vittime e parenti delle vittime di ogni regione, per creare il Forum Nazionale Antiusura Bancaria, a cui dovremo di certo aggiungere nel breve periodo – la Tutela dei Contribuenti – vessati dalle spregiudicate iniziative di Equitalia, che con le iscrizioni ipotecarie senza preavviso, anche per importi inferiori a 8.000 euro, concorre ad una infinità di revoche creditizie in dan delle imprese. Con una aggregazione nazionale noramificata in ogni provincia e con la collaborazione attiva delle associazioni sul territorio.

 

Pubblicato nel numero 10 di Renudo