95. Il Conacreis su Re Nudo

Da questo numero pubblicheremo regolarmente la neswletter del Coordinamento Nazionale delle Comunità e Associazioni di Ricerca Etico Spirituale.
Ringraziamo la segreteria del Conacreis per aver scelto Re Nudo come canale di comunicazione ufficiale per le proprie attività.

E’ stato verso primavera quando il presidente del Conacreis mi ha ventilato l’idea che Re Nudo potesse diventare la rivista delle associazioni aderenti al Conacreis.

Per me e per tutti coloro che lavorano in Re Nudo è stato il primo riconoscimento importante in sintonia con la scelta di Re Nudo di iniziare a diventare Free Press per il circuito associativo.
La proposta di Elfo Frassino quindi riconosceva il coraggio di Re Nudo di proporsi alle associazioni senza quasi nulla chiedere.

Ricordo che quando avevo ipotizzato questa formula, Michele Refoli di Coscienza e Salute, mi chiese: “Ma se le associazioni non rispondono?” . Non ricordo se risposi ma sicuramente almeno pensai che se non ci fosse stata risposta positiva voleva dire che non aveva più senso continuare ad andare avanti con Re Nudo inteso come rivista a larga circolazione, ponte tra il Mondo della Ricerca e il Mondo esterno. In pochi mesi sono già diverse decine le associazioni che hanno adottato Re Nudo e la circolazione nel circuito associativo rispetto lo scorso anno è almeno triplicata. E non è che l’inizio.

Anche se non siamo affatto usciti dai guai economici, abbiamo  deciso di investire i maggiori introiti pubblicitari per riaumentare le pagine, la carta, il colore contando su di un trend positivo di crescita. Contiamo che il rapporto con le associazioni continui nel tempo e che si arrivi ad avere un circuito di centinaia di associazioni.

Con l’adozione di Re Nudo da parte del Conacreis si è consolidato un primo momento di riconoscimento del mondo etico-spirituale che in prospettiva andrà allargato ad altri mondi vicini alla nostra visione come quelli del mercato equo-solidale, della finanza etica, dell’ambientalismo più avanzato.  Ricordiamoci che l’obbiettivo a lungo termine è arrivare a comunicare a quelle 100.000 – 150.000 persone che in ambiti diversi sono animati da una comune passione per la ricerca, per la crescita, per la salvaguardia del pianeta.
Utopia? No, obbiettivo minimo per un Free Press che sappia trovare un linguaggio comune per le migliori associazioni che oggi in Italia sono pionieri in questi percorsi.
E’ una grande sfida ma col vostro aiuto, anche con le vostre sottoscrizioni ed i vostri abbonamenti, ce la possiamo fare.