Microrganismi effettivi: una speranza per il pianeta

Di Teruo Higa

Una nuova tecnologia sta provocando una vera rivoluzione in molti campi applicativi tra loro apparentemente diversi. Sono infatti in piena evoluzione i notevoli cambiamenti che la tecnologia ottenuta con i microrganismi effettivi (EM) sta apportando nell’ agricoltura, nell’ambiente e nel campo della medicina. Il compito che affido a questa prefazione quello di fornire al lettore una breve presentazione della tecnologia EM: che cos’è, in quale modo cambierà in meglio il nostro mondo, e la certezza che essa rappresenti una concreta speranza per questo nostro sofferente pianeta, tanto gravemente ammalato. Mi pare appropriato iniziare dalle due forze dinamiche e opposte presenti in natura.

 

Considerando il loro specifico modo di condizionare il mondo circostante, in un certo senso si possono indicare come le forze della rigenerazione e della degenerazione. La prima, la forza della rigenerazione, è quella che per sua natura fornisce energia e vita, ed è sinonimo di integrità, solidità e salute. Essa è feconda, benefica e vitale. In altre parole, è la forza della vita. Al suo opposto risiede la forza della degenerazione, che è l’energia distruttiva: essa causa dissesti, porta deperimento e putrefazione, inquinamento e sporcizia, genera malattie e infermità, e infine, morte. Essa è sterile, patogena, necrotica. Soltanto da studi recenti si comincia a capire che cosa c’è dietro a queste forze, che cosa le muove, che cosa le controlla.

Sono entrambe generate e governate da alcune fra le più piccole forme di vita che conosciamo, invisibili a occhio nudo. Il controllo della rigenerazione e della degenerazione è tutto nelle mani di quelle minuscole creature chiamate ” microrganismi” . Le condizioni del terreno rappresentano un buon indicatore di quale delle due forze abbia il sopravvento.
Per esempio, in un terreno dove predominano microrganismi di tipo anabiotico o rigenerativo,
le piante crescono in maniera straordinaria, e sono sorprendentemente sane e indenni da infestanti. La qualità del suolo è sempre ottima, senza bisogno di prodotti chimici, pesticidi e concimi artificiali. Invece, nei terreni dove c’è predominanza di microrganismi degenerativi o patogeni, la crescita della vegetazione tende a essere scarsa, le piante sono deboli e malaticce, e piene di agenti infestanti. Praticamente è impossibile farvi crescere qualcosa senza l’aiuto di prodotti chimici e
concimi artificiali. Eppure, anche in simili condizioni estreme, e con tutte le difficoltà che ne derivano, esiste una forza in grado di cambiare rapidamente il corso delle cose e di rigenerare in brevissimo tempo un suolo arido come quello che ho appena descritto.
La forza in grado di fare ciò è generata dai minuscoli microrganismi anabiotici conosciuti come EM.  EM sono le iniziali di “Effective Microorganisms” (microrganismi effettivi).
Si tratta di una denominazione che io stesso ho coniato per indicare il vasto gruppo di microrganismi responsabili del processo rigenerativo, nell’ ambito delle due forze dinamiche presenti in natura, di cui ho prima parlato. I batteri della foto sintesi, i fermenti, i batteri dell’ acido lattico e le muffe sono solo alcuni fra i tipi di microrganismi anabiotici che fanno parte degli EM. Quando nel suolo è presente una loro combinazione in quantità sufficiente, essi aumentano significativamente i processi di inibizione dell’ossidazione, e da ciò risulta un’intensificazione dei campi di energia. In altre parole, la loro attività dà il via al processo rigenerativo, purificando l’aria e l’acqua presente nel suolo, favorendo in tal modo la crescita della vegetazione.
Un altro fattore positivo dei microrganismi anabiotici consiste nel fatto che le loro secrezioni contengono una grande quantità di nutrienti da cui traggono giovamento sia piante che animali.
Fra questi nutrienti, gli aminoacidi, gli acidi organici, i polisaccaridi e le vitamine. Ecco perché l’applicazione della tecnologia EM in agricoltura non solo rende superfluo l’uso di prodotti chimici e concimi artificiali ma, comunque venga applicata, comporta risultati migliori.
In agricoltura, i risultati ottenuti dai microrganismi effettivi (EM) sono davvero notevoli, sia per l’aumento delle rese, sia per il miglioramento o della qualità. Per meglio chiarire il concetto, vorrei fornire qualche esempio pratico, con alcuni dati che riguardano la coltivazione del riso in Giappone. Attualmente, la produzione di riso con metodi tradizionali è di circa 540 kg per km2.
Tale cifra si riferisce comunque a una produzione ottenuta nelle migliori condizioni possibili, sia per la qualità dell’intervento umano, sia per le condizioni climatiche; inoltre, e soprattutto, facendo uso di prodotti chimici e concimi artificiali. Sono bastati pochi anni di applicazione degli EM per incrementare la produzione a circa 870 kg per km2. Prima dell’uso degli EM, la maggiore produzione di riso mai registrata nella storia del Giappone fu proprio di circa 870 kg per km2.
E ora, a soli pochi anni dalla sua introduzione, gli EM hanno dimostrato che è possibile aumentare il raccolto, fino a un livello pari al miglior risultato mai ottenuto con i metodi tradizionali di coltivazione. Di per sé è già questo un dato indicativo del notevole aumento di produzione, ma c’é di più: il nostro gruppo di ricerca ha condotto esperimenti nei quali ha ottenuto una produzione di circa 1650 kg per km quadrato, e questo è un dato che fa supporre che in una situazione di raccolto vero, in un terreno trattato con gli EM non ci dovrebbero essere difficoltà a raggiungere i 1800 kg per km quadrati. Se si dovessero realmente applicare gli EM su vasta scala, c’è davvero motivo di pensare che i terreni attualmente destinati alla coltivazione del riso triplicherebbero la produzione praticamente nottetempo.
Tuttavia, al momento, il consumo del riso è in calo in Giappone, e sempre meno terreni agricoli sono coltivati a riso. Non c’è niente di strano, quindi, che ci siano obiezioni alla necessità di triplicarne la produzione proprio ora. Allora chiedo: perché non produrre una maggiore quantità di riso della migliore qualità, buono, e che, in più non contiene residui chimici? (…)

 

CIBO PER UN PIANETA CON DIECI MILIARDI DI ABITANTI

Finora ho più che altro parlato della coltivazione del riso, ma i benefici della tecnologia EM in agricoltura e nella produzione alimentare in generale vanno ben al di là della singola coltura cui ho fatto riferimento. Infatti, essa ha consentito dei raccolti eccezionali per una grande varietà di frutta e verdura. Diverse piante tropicali che normalmente fioriscono e danno frutti una sola volta all’anno, dopo che sono state trattate con gli EM, hanno fruttificato più volte durante il medesimo periodo, e in quantità maggiore. Usando gli EM con le piante di cetrioli, che di solito ne producono uno per ceppo, se ne è ottenuti anche quattro o cinque per ceppo. La stessa cosa vale per il granoturco, di cui si sono avuti casi fino a otto pannocchie per gambo, o per i pomodori a ciliegia, che sono passati dalla consueta trentina alla bellezza di 300 per pianta.

Con l’uso degli EM, non è soltanto l’incremento di produzione che sbalordisce, ma anche la migliore qualità del prodotto ottenuto, sia come gusto che come valore nutrizionale. (…) Ora, all’alba del ventunesimo secolo il problema della scarsità di scorte alimentari ha assunto proporzioni colossali, e la sua soluzione non è più differibile. Secondo una mia valutazione, l’applicazione degli Em su scala mondiale permetterebbe di produrre cibo a sufficienza per una popolazione mondiale di dieci miliardi di persone. L’uso della tecnologia EM permetterebbe addirittura di mettere a coltivazione intere zone desertiche, operazione che consentirebbe una produzione di cibo sufficiente per più di venti miliardi di persone. Non auspico certo un incontrollato aumento della popolazione, voglio semplicemente offrire un po’ di ottimismo, che trae la sua ragion d’essere dalla certezza di fornire una concreta possibilità di riuscita.

Re Nudo, Marzo 2008